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La fine di un oggi

Mi piace l’idea di aver ripeso le redini di questo diario on line, che non sia più solo veicolo di invettive anti-berlusconiane o semplice specchio per le foto aggiornate in galleria.
Ogni sera mentre tutti pian piano abbandonate la rete, e qui si resta in pochi o spesso resto solo, mi metto sotto le lenzuola e butto giù qualche sensazione, pensiero.
So che mi piacerà un giorno tornare indietro in questo archivio e meravigliarmi, sorridere di questi pensieri nati sotto le coperte.

Notturno spremuto distrutto emozionato

(notturni è quella categoria di post, scritta sotto le lenzuola, proprio prima di chiuder gli occhi, a luce spenta e palpebra pesante)

le gambe stanche, la schiena a pezzi, le mani ruvide, la faccia ancora accaldata chissà se per l’emozione o per lo sforzo fatto sotto il sole… domani è il giorno, domani si saluta, domani mi svesto di un nome, un ruolo, una posizione, domani torno studente, domani finisco, chiudo, saluto, e arrivederci, molto onorato. oggi che giornata, intensa, vissuta assaporandone ogni sorriso, ogni piccolo gesto naturale, espressione, battuta… ubriaco di sole e fatica prima, risate e riconoscenza poi, emozioni e saluti.

ho rubato qualche foto, mai quante ne avrei volute… ho capito tante cose, mille altre ne avrei volute.

Notturno pochi minuti

il poco tempo rimasto… è un grande tema… è tardi anche stanotte… 00.09… solo 0:17 rimanenti… 0.80 i GHz più che sufficenti ad una temperatura media di 49°… ed è tardi quest’anno, sta per finire una delle cose più grandi della mia giovane vita, o quantomeno delle più intense… e intensamente in questi minuti cerco di assaporarne ogni istante… 00.13, 0:14 disponibili… manca poco ormai… manca già…

Notturno precoce

Brevi pensieri sparsi, esplosi da una stanchezza atavica…
mentre mi godo il fresco suono degli scrosci d’acqua che si sono decisi a venir giù, raccolgo le idee di giornate troppo veloci. stamane, mentre mi mettevo un calzino guardavo l’orologio, mentre mettevo l’altro era già passato un minuto, e un altro ancora appena mi rigiro. troppo veloce lo scorrere questi giorni, troppo rapide troppe cose lascio andare.
il freddo degli ultimi giorni mi aveva convinto a investire in un piumone, che mi è costato più del letto, e stamane, montando in moto, noto con stupore i 5 gradi in più sul termometro, dannato piumone, troppo caldo…
nel frattempo, ormai ho definitivamente capito che la scrivania è il mio peggior nemico… solo dal letto riesco a scrivere per più di 5 minuti senza distrarmi più di tanto…
sonno… arretrato… sono stanco… un po’ spezzato… stasera dormo un’ora in più… un’ora prima… che forse sono anni che non me la concedo…
nel frattempo ha già smesso di piover… peccato… un po’ di fresco passa dalla finestra socchiusa, metto un piede fuori dal mega piumone… bello fresco… spengo tutto e cerco un po’ di riposo…

Un buon notturno

Questa è una buona notte. te ne accorgi subito, appena posata la testa sul cuscino, appena tutto il corpo invece che adagiarsi sulle lenzuola stropicciate, precipita in un dolce rimbalzo di peso. e gli occhi chiusi subito richiamano in mente le immagini che non dimenticherai, il tramonto che ti insegue, che filtra tra le fronde e le rocce, l’acqua e il suo rumore, lento gorgoglio, la sua chiarezza e frescura, la sua profondità spaventosa, e poi tutti quei cani, a rincorrersi a tuffarsi, e ad aver paura come bimbi, ad acchiappare palline e bastoncini… mille fotografie i tuoi occhi ad ogni battito, mille instantanee belle come non fosse vero, come se non potesse convivere così vicino alla città in cui dormi e che di giorno rassomiglia ad una trappola rovente e terrificante di modernità, puzza e cemento. Solo cicale e acqua, bimbi e sole… un vento tiepido a gonfiare qualche vela, un altro tuffo sempre più lontano, in questa enorme piscina, che fa strano, a chi dal mare viene e non si era mai fidato di un lago. Questo è Martignano. e tanta bella gente, alcuni tipi strani, tanti bimbi allegri, e anche un vecchio mago.

(naturalmente poi ci sono io col mio zaino di nostalgia per l’esser di nuovo solo su quell’asciugamano, la fotocamera in mano e i piedi in acqua, tante passeggiate, poi un sonnellino al sole e al risveglio la pace del tramonto che ti chiama a rituffarti, e ne voglio una prova, ho bisogno di un ricordo, riprendo la mia fotocamera e giro un video a pelo d’acqua… calma, placida, dolce…)

ora spengo, le mani a fatica corrono sulla tastiera in penobra, finisce qui lo spazio per i ricordi a parole, è tempo di spegner i sensi e rituffarsi in quelle calde acque in notturna per ricominciare un’altra settimana in città.

Notturni

che inaugurare una nuova categoria di post, spero il primo di una lunga serie, parole scritte con gli occhi mezzi chiusi, luminosità al minimo e computer sulla pancia steso al letto prima di dormire. In quell fase più creativa della mente umana dove lentamente le difese cominciano a scendere prima di calare del tutto e liberare l’inconscio.

e proprio oggi tante cose da dire tanti ricordi per cui sorridere, un pomeriggio al mare con 4 amici e tante risate, una serata a base di pesce fresco, e tanti tanti km percorsi con una buona musica nelle orecchie, in solitaria, prima tutti d’un fiato, con la voglia di volare per un bagno ristoratore, poi con più calma, col dovuto rispetto che si deve alla notte, al freddo che stringe la gambe, alla strada che ti riporta verso casa.

il sonno confonde le parole, affoga i pensieri, domani si ricomincia, lunedì sarà giorno di scelte.

sabato invece è stato giorno di saluti e incontri, di vecchi amici e di una cucina nuova, di un buon vino con tante dolci pesche affogate, e mille chiacchiere, mille foto e discorsi a tirar tardi su un balcone, al chiaro di luna, in un posto, in un cuore di Roma, meravigliosamente silenzioso e in pace…

chiudo gli occhi, ne apro uno, cero il tasto pubblica… buonanotte…