Spengo la radio, la luce è ancora accesa, ma perchè ho notato una zanzara, e avrei voluto ucciderla, ma la stronza non si fa vedere, ma se farà come ieri, domattina non troverò punture… ora spengo dinuovo, nel frattempo scrivo, perchè lo volevo fare, perchè anche oggi non ho concluso molto, e me lo voglio gridare.
ricordo che ieri avrei raccontarvi di quel mostro che urlava fuori dalla mia finestra che sbatteva contro le persiane e scuoteva le porte… (il vento è una bestia rara qui a roma, più a sud, da dove vengo, è ormai compagnia tipica)
avrei voluto rendervi partecipi delle visioni che sto cercando di replicare in foto, di filtri ed esperimenti, vecchi materiali ed accorgimenti, ma mi occorre ancora un po’ di vecchia magia, per potervi fare contenti…
(tradurrò prima o poi, il senso di questi versi in foto e chiarimenti)
ormai è scattata l’una, è ora di salutare, la sveglia dice solo cinque ore, e cinquantanove minuti per sognare…
che inaugurare una nuova categoria di post, spero il primo di una lunga serie, parole scritte con gli occhi mezzi chiusi, luminosità al minimo e computer sulla pancia steso al letto prima di dormire. In quell fase più creativa della mente umana dove lentamente le difese cominciano a scendere prima di calare del tutto e liberare l’inconscio.
e proprio oggi tante cose da dire tanti ricordi per cui sorridere, un pomeriggio al mare con 4 amici e tante risate, una serata a base di pesce fresco, e tanti tanti km percorsi con una buona musica nelle orecchie, in solitaria, prima tutti d’un fiato, con la voglia di volare per un bagno ristoratore, poi con più calma, col dovuto rispetto che si deve alla notte, al freddo che stringe la gambe, alla strada che ti riporta verso casa.
il sonno confonde le parole, affoga i pensieri, domani si ricomincia, lunedì sarà giorno di scelte.
sabato invece è stato giorno di saluti e incontri, di vecchi amici e di una cucina nuova, di un buon vino con tante dolci pesche affogate, e mille chiacchiere, mille foto e discorsi a tirar tardi su un balcone, al chiaro di luna, in un posto, in un cuore di Roma, meravigliosamente silenzioso e in pace…
chiudo gli occhi, ne apro uno, cero il tasto pubblica… buonanotte…
perchè guidare la moto in pantoloncini, maglietta e infradito per roma, con questa temperatura, a quest’ora, dopo una giornata passata al caldo di un sole che brucia l’aria…
vorresti non dover arrivare… non avere una meta, tirare dritto, vagare, perderti… continuare a guidare, a goderti quella temperatura ideale, piacevole, fresca, che ti accarezza… che goduria le notti fresche romane…
Commenti recenti