Archive for the 'Personal' Category

Lazy afternoon senza filtro

Quel che non posso fare al momento lo sogno… E se non posso dormire allora lo scrivo…
Finito di mangiare, fuori il sole è caldo, l’aria è umida, ma in casa si sta bene, tapparella abbassata, e voglia di mettersi sui libri prossima allo zero.
Metto su un po’ di musica buona, italiana, e mi butto sul letto… La luce che filtra è gradevole, non disturba i pensieri, n’è la digestione che nel frattempo mi regala questa sensazione di pace…
Voce e chitarra nell’aria che si muove piano, il volume non è altissimo, ma la casa è vuota, la porta socchiusa mi regala un dolce solletico ai piedi con l’aria che si infila nello spiraglio…
Chiudo gli occhi e ti vedo stesa qui accanto a me, i tuoi ricci sul mio petto, mentre ti riposi insieme a me… Forse un sogno, forse delirio, visione, desiderio, indigestione, la pressione, la noia, fatto sta che respiro piano, così da non disturbarti…

(Quel che non si fa, per non studiare :)

Cerase

Questa settimana, è iniziata con un coppo di cerase (vaschetta di ciliege) accanto alla tastiera, dono della mia ultima scampagnata calabrese. Da questo viaggio ho riportato solamente frutta e verdura. Ed oggi a pranzo mi son mangiato mezzo melone e tipo un etto e mezzo di crudo dolce anche se non abbastanza.

Delle ciliege non ne è rimasta nemmeno l’ombra, anzi, il fatto di aver studiato poco, comunque le ha fatte durare qualche ora in più…

Adesso mi son maturati tutti i pomodori, e non ne ho assaggiato ancora neanche uno.

Il restante mezzo melone l’ho regalato alla mia coinquilina che oggi è pure il compleanno, (ne ho ancora uno intero, ma è abbastanza verde da arrivare alla settimana prossima). Mi restano un paio di melanzane, e due peperoni che finiranno insieme alle patate in una bella fressurata.

Perchè scrivo queste cose? Il punto è questo: verde scuro, rosso, giallo, nero, verde chiaro e arancio, questi colori mi hanno accompagnato sulla tavola in questi giorni, ma sopratutto i loro profumi, e vi posso assicurare, che quei due meloncini nel mentre stanno maturando di profumo ne mandano parecchio, da inebriare una casa intera, e sono profumi che mi fanno sentire più a casa, colori che abbattono queste pareti e sti palazzi che mi circondano, ricordi ed immagini, quelle ciliege e le mani sapienti di chi le ha raccolte una ad una, ed ognuna mangiata con la voracità che gli si addice, assaporando il sapore della mia terra lontana, facendole esplodere in bocca una dietro l’altra, con l’alternarsi del’aspro e del dolcissimo, quasi alcolico zuccherino di quelle più mature.

Bene se fossi stato il mio amico Nemo, questo sarebbe stato un post sul sole che bacia la superficie di ogni frutto, e dell’aria fresca ed umida che ogni notte le abbracciava, prima che una mano con qualche ruga prima del tempo la strappasse via da quell’alberello in campagna per portala sul mio tavolo, ed avrei concluso con quel magnifico fiore che oggi rinasce da quella pianta pronto a ritrasformarsi in un nuovo frutto.

Solo che il post è il mio, e visto che son più sconclusionato di lui, e fino a qualche anno fa la frutta la vendevo soltanto, non so come chiudere… classifichiamolo come un piccolo post a cazzo, costellato di qualche piccolo omaggio… Sorrido…

Life in technicolor

A volte alcune foto mi spaventano. Una paura immotivata, che si nutre nella mia timidezza, nelle mie incertezze. La paura dura poco, non è reale, il tempo di una sensazione, che ti sfiora e svanisce presto, mentre magari la foto si carica. Spesso si tratti di quegli scatti che hai nel cuore, ben impressi, compresi di colori, profumi, sagome e sorrisi, ricci e tramonti, riflessi e rondini, di quelli che dovresti sapere, non riuscirai mai a scattare realmente, neanche con milioni di macchine fotografiche, o l’esperienza di una vita, perché anche il cuore più ingolfato e spento, scatterà sempre fotografie migliori di qualsiasi obbiettivo.

“Importing and render: Complete. Develop”

Sorrido.

Accusare il colpo

Ieri una strana giornata.
Iniziata in maniera destabilizzante e finita con chiacchiere amaramente sorprendenti.
Stanotte un sogno, breve improvviso, un fulmine, di quelli da spalancare gli occhi ma complesso, bastardo, che non dimentichi… sensazioni. Sarà preludio di una di Quelle Giornate Infinite, dove succede di tutto…
Mi sveglio prima della sveglia come non succedeva da secoli, nonostante le ore piccole della nottata… Oggi mi aspettan diversi giri, diverse facce da reincontrare alcuni nuovi amici, alcuni vecchi maestri, altre facce che m’ha fatto piacere rivedere in salute, e poi ancora una sorpresa, assoluta, casuale, assurda… Uno dei pochi vantaggi della Metro…
E ancora via, un altro giro, un’altro incrocio di storie, paesi, volti attorno ad una bancone pieno di leccornie, e mille volti amici, mille sorrisi, millemila chiacchiere e gesti che ti mandano il cervello in rallenty…
La pioggia che scende fitta, il palazzo e i balconi troppo corti, i goccioloni che picchiano sulle spalle, le caviglie di jeans zuppe, e le converse nere decisamente inadeguate a questo maggio schizofrenico. (scrivo per immagini, un po’ mi dispiace, vorrei condirle per bene di emozioni e sensazioni, ma non è facile, e la mia passione fotografica forse mi ha condizionato più di quanto pensassi).
Di quelle prelibatezze mi riservo di parlarne un’altra volta…
Questa storia finisce su un mitico pandino che passando da strade mitiche ti schiarisce qualche idea e ti porta verso un altra birra, altre prelibatezze, altri sorrisi e chiacchiere… Non sarà stata una lunga notte, ma di certo è stata una gran giornata…
L’ultimo pensiero torna a quel sogno. E cresce la voglia di far sì che si possa realizzare.

Giornate infinite

Capitano spesso, giornate in cui si concentrano congiunzioni astrali, o chissà che, ed ogni appuntamento, avvenimento, casualità, scadenza, tende ad accumularsi, e le note si affollano in quel riquadro di calendario, oppure le emozioni, che ti tengon spalancati gli occhi fino a non veder più fuori dalla finestra, nè le lancette che sfondano orari proibiti.
Ultimamente giornate così son frequenti, nel bene e nel male, è la vita, in questo periodo più intensa, forse, che corre.
Ieri sera a quest’ora la vita di una famiglia a me cara è stata stravolta. Stamattina questa notizia ha colorato i miei occhi di un “grigio lacrima asciutta”, allontanandomi per la botta dalla visione lucida del mondo.
Sono uscito da casa cercando di non pensarci, oggi doveva esser giorno di festa, e un po’ c’ho sperato.
La fine dei corsi, i saluti, e gli auguri per un buono studio ed una bella estate, i baci, i sorrisi, le birre…
Poi di nuovo a casa, le notizie, le informazioni, cazzo, la disperzione sorda, che ti urla dentro un dolore lontano. La pioggia fuori.
Butto giù questo post, fuori orario, quasi un vecchio “notturno”, quasi un diario, che in questi giorni son un po’ più solo, (e lo scrivere mi aiuta) e da domani non avrò più una sveglia. Da domani niente più scuse, il tempo torna tutto in mano mia.
Fino alla prossima giornata infinita.

Questa l’ultima canzone condivisa da una carissima amica, prima che tutto accadesse. Un abbraccio infinito Manu.

Chi bussa alla mia porta

Ci stavamo salutando, per strada davanti quel negozio, e ci domandavamo come avremmo dovuto, come ci saremmo rivisti dopo questa separazione, dopo questi mesi, dopo questa solitudine, durante quest’estate… fantasie…
Nel mentre c’era questa canzone in sottofondo e che è rimasta nella mia testa.

il tuo odore resta sempre meno attaccato alla mia pelle… ma per un altro paio di attimi mi ricorda cosa sto lasciando andare…
sapevamo non sarebbe stato facile.

2 maggio ventidieci

Oggi mi son svegliato, emozionato, lavato vestito ed uscito a far foto…

Ho guidato, mangiato, riso, passeggiato, fumato, bevuto, ascoltato musica, annoiato, parlato.

ho scattato foto divertenti e ho fatto scattar foto ad amici che si son divertiti a scattare…

ho guidato, piano e veloce, dolcemente, con la pioggia e buoni amici in macchina…

poi a casa ho riso davanti quelle foto sfocate e mosse, con facce buffe e tanti sorrisi.

una bella padellata di vita che anche sì… (semi-cit.)

Non è mai troppo tardi (cit.)

Per la prima volta, son stato impaziente nel cambiar pagina al calendario appeso al muro… strano.

Per l’ennesima volta mi ritrovo con interi mesi di buco tra le ultime foto fatte per puro piacere… precisamente 2… e non è mai un buon segno in me.

Per la prima volta aprendo il blog non c’è più quel sorriso ad accogliermi. e neanche nella mia vita.

Per la prima volta nella mia vita, mi son ritrovato, qualche giorno fa, ad allontanare da me una persona amata. Per non farle del male. Per farla soffrire. Per poter continuare a volerle bene. Perché ormai non so più amarla, e purtroppo vuol dire qualcosa. Qualcosa che fa male, ma che aver affrontato mi fa stare meglio.

Queste poche righe (che decido di pubblicare a mò di diario e per potermi sperimentare tra qualche tempo nel rileggerle) potrebber esser molte di più se solo sapessi ricordarmi la minima parte dei mille pensieri, di questa lunga settimana, potrebbero continuare a lungo se solo provassi a verbalizzare propositi e desideri, sensazioni e menate.

Invece la finisco qui, il resto si vedrà.

Romanticismo

Aver voglia di ripartire insieme

Pensilina

Continue reading ‘Romanticismo’

Breizh (Brest)

E’ qualche giorno che albergo in questa piovosa cittadina Bretone in Francia, e leggete un doppio nome perchè qui ci tengono, la provincia fa parte di una minoranza linguistica, e si battono per esser riconosciuti e tutelati… che mi pare una cosa giusta…siamo stati ad una festa universirtaria organizzata da uno di questi comitati, http://ai.ta.free.fr/ molto moolto divertente, e che balli sfrenati che hanno sti bretoni…

Cmq io ritornerò da questa vacanza a forma di Crepes, ormai è chiaro, ne mangio un quantità sproprositata… e sono tutte eccezzionali, sono il vero piatto tipico insieme al pesce… per il resto tante luunghe passeggiate, e molte foto, è piacevole quest’atmosfera natalizia così lontano da casa, se non fosse per l’acqua che cade in continuazione, ogni santa nuvola che passa sopra sta città deve sputare. tutte. nessuna esclusa. seguiranno aggiornamenti, voglio scrivere un altro pò di sensazioni, oltre che fotografarle, o arrotolarle dentro qualche crepes… anzi, ora ne vado a preparare un paio, insieme ad un thè…  :D