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La laurea come un muro

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Chi ci è passato sa che è così: la Laurea è come un muro. la discussione e la proclamazione mattoni e cemento.
Laurearsi vuol dire sfondarlo, aprirne una breccia e passare oltre nel cammino della propria vita.

Ognuno sceglie o comunque si trova ad affrontare questa prova a modo suo: c’è chi va di testa, chi di cuore, petto, pancia, culo…

c’è chi si ferma là davanti, torna indietro, ci gira di sotto, tergiversa, oppure studia il modo migliore per abbatterlo alla grande, nascondendo la paura di fallire, chi ci sia accuccia lì per molto tempo, intimorito o perversamente consolato dalla difficoltà del gesto, o magari continua la sua vita cambiando strada e chissà se mai riuscirà ad aprire quella breccia.

c’è persino chi lo sfonda, passa oltre e poi torna indietro. magari in cerca di muri diversi.

Non dimentichiamoci di un aspetto interessante: noi non siamo mai soli. e anche se ci si impegna a fare tutto da sè (c’è chi si fa aiutare), alla fine chi ti segue deve poter passare da questa breccia, ed anche li le scelte sono tante. ad esempio qualcuno potrebbe farsi male o scegliere di non andare oltre, o magari non lo facciamo passare noi, cercando qualcun’altro per il resto della strada. c’è chi è costretto a non far passare la propria famiglia, che magari ti hanno sempre preso in giro per quell’opera che non reputavano alla tua altezza, insomma, anche per loro la tua laurea diventa un muro, e devono avere il coraggio di sfondarlo ed allargarlo per passarci tutti dopo di te (ma sopratutto poterti seguire per la tua strada, se mai hanno voglia di farlo) . In ogni caso non tornare indietro per loro, (sono loro stessi che ti hanno messo per strada dicendoti “corri”, adesso magari non se lo ricordano, ma forse capiranno, rendili orgogliosi) di muri ne è pieno il cammino, cerca di sfondarli tutti, il più possibile, corri, non guardare indietro, ma porta chi ti può essere d’aiuto, chi ti aiuta a picconare, chi ti sprona, e ti consola quando sbatti il muso troppo forte.

Io il mio piccolo muro l’ho sfondato, qualcuno è rimasto indietro, ed ho trovato qualcun altro ad aspettarmi ed accompagnarmi avanti, tanti miei amici mi hanno seguito, e nuovi compagni si sono aggiunti al mio cammino, la mia famiglia c’è tutta, e sono fortunato, devo a loro anche il fatto di essermi rialzato dopo aver perso un po’ troppo tempo al cospetto di quel muro che faceva paura. perchè la fifa è per ciò che c’è dall’altra parte. che poi è anche la cosa più interessante da scoprire in tutto questo correre e sfondare. il panorama da contemplare sempre nuovo e sempre visto con occhi nuovi. la Vita.

One Comment

  1. Sono davvero felice per te Umbi e spero tanto, un giorno magari presto, di seguire il tuo esempio…facendo una bella breccia “tutta mia”.

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