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Life in technicolor

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A volte alcune foto mi spaventano. Una paura immotivata, che si nutre nella mia timidezza, nelle mie incertezze. La paura dura poco, non è reale, il tempo di una sensazione, che ti sfiora e svanisce presto, mentre magari la foto si carica. Spesso si tratti di quegli scatti che hai nel cuore, ben impressi, compresi di colori, profumi, sagome e sorrisi, ricci e tramonti, riflessi e rondini, di quelli che dovresti sapere, non riuscirai mai a scattare realmente, neanche con milioni di macchine fotografiche, o l’esperienza di una vita, perché anche il cuore più ingolfato e spento, scatterà sempre fotografie migliori di qualsiasi obbiettivo.

“Importing and render: Complete. Develop”

Sorrido.

One Comment

  1. Sembra passato un secolo!
    Ma nonostante tutto ti ritrovo qui con i tuoi pensieri, parte della tua vita che ami condividere e le tue emozioni le quali, nonostante il tuo parlare per immagini, trasudano ugualmente.
    Provo anche io a lasciarti un’immagine, un pensiero, o semplicemente un saluto. E’ davvero una vita che non facevo un’incursione sul tuo blog.
    Molto profonda l’immagine degli “scatti de cuore”… le fotografie di cui parli sono immortali, non richiedono ritocchi al photoshop, a volte sono attimi che si imprimono e che fanno male, ma spesso nel riguardarle (dopo anni magari) sono le stesse che ci strappano un sorriso; e proprio l’album del “cuore ingolfato” risulta esser l’archivio di quei momenti che incidono profondamente la nostra vita… e il solco lasciato il negativo dell’uomo che vediamo allo specchio!

    …e rincuora la tua chiusura sorridendo.

    In bocca al lupo amico mio!

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