Social Card… evviva.

La cosa mi lasciava perplesso a prescindere ok… un po’ come quando berlusca promise l’abbassamento delle tasse, regalando qualche euro agli italiani in busta paga (l’1% in meno di tasse dirette) si tramutò nel 40% di aumento di quelle indirette.

Ecco ora st’elemosina qui già me l’immaginavo con le mille implicazioni truffaldine e controproducenti, tipo, i soldi tutti in mano ai cinesi (grazie alla gente che li avrebbe spesi dove può risparmiare per vestirsi) oppure con le “imprese moderne” (mafia) che si organizzano per rastrellare o recuperare gli incentivi… vabbè… la cosa è più semplice e i calcoli li ha fatti chi è più esperto di me… la fregatura è più banale…

Leggi sul sito di ALTROCONSUMO

(Via jjflash – via terra2)

5 Responses to “Social Card… evviva.”


  1. 1 romandini riccardo

    Social Card: profonda indignazione
    Romandini Riccardo è abruzzese, qualcosa può farla anche lui scrivendo questa denuncia.
    Giovedì 11/11/ 2008, all’indomani dell’uscita della normativa sulla “social card” ho accompagnato i miei genitori di 75 e 78 anni e con un reddito di 450 e 480 euro ciascuno, presso l’ufficio postale di Silvi Marina, in provincia di Teramo, per ritirare i moduli della “social card” presso l’Ente Patronato.
    Ma davanti al commercialista dell’Ente, la grande sorpresa, o l’immensa bufala. Secondo la legge dell’attuale Governo in carica, che stabilisce i requisiti per l’attribuzione della stessa, i miei genitori non hanno diritto alla “social card”, poiché nell’abitazione di cui usufruiscono e risiedono, senza esserne proprietari, ma usufruttuari, vi è il “garage”. Vien da sorridere ma è così, il garage viene considerato “immobile di lusso”, perché è fonte di reddito. Anche se ne usufruisci, ossia anche se non lo possiedi. Questo è stato sufficiente per non avere avuto riconosciuto il diritto alla “social card”. Assurdo!
    Spero si consideri come il fatto, sconcertante da renderlo pubblico. Gli italiani non meritano di essere presi più in giro in un momento in cui la solidarietà e l’aiuto dello Stato dovrebbe rappresentare un dovere.
    Nella giornata di oggi mio padre ha saputo dall’Ente Patronato, che altri pensionati non hanno ricevuto lo stesso diritto per lo stesso motivo e per altri ancora più sconcertanti e che in molti sarebbero andati a protestare nelle sedi INPS interessate, dal momento che dai primi accertamenti sarebbe emerso che ad usufruirne sarebbe stato una persona su trenta………..ventinove anziani su trenta convinti di averne diritto. Come mai? Come si può spiegare? Siamo tutti ignoranti? Stai a vedere che è sempre colpa del cittadino che non si informa bene……….
    In Italia i proprietari di immobili superano 85% della popolazione e di questo il 75% ha un garage, perché secondo una legge varata negli anni settanta, stabiliva che gli immobili di nuova costruzione dovevano avere annesso il garage. Questo governo non poteva non saperlo, anche prima di fare la SOCIAL CARD. E allora viene da chiedersi, a chi pensava di darne i benefici? Perché allora non ha spiegato bene, queste cose ai cittadini, invece di illuderli, e mortificarli come poi è accaduto? Le normative che contenevano i punti fondamentali che stabilivano il diritto all’erogazione sono arrivati agli Enti il giorno 10/11, prima di allora, nessuno sapeva con certezza quello che si nascondeva dietro la legge, tutti quegli anziani che prendevano sotto le 500 euro erano convinti di averne diritto. Come si può commettere un’azione così nei confronti di persone anziane e deboli, che non sanno come difendersi? Le persone che hanno lavorato una vita e con tanti sacrifici si sono comprati una casa o che ne usufruiscono anche senza esserne i proprietari e che vivono con meno di 500 euro al mese non possono vedersi negare un beneficio, anche se misero, che è stato tanto sbandierato in televisione, perché si ritenga che questi anziani non ne possano avere bisogno? Bisognerebbe avere più rispetto per queste persone, poiché è grazie a queste, che oggi molte persone occupano posizioni importanti e hanno una vita decorosa, proprio un bel ringraziamento. ……
    “ Riccardo Romandini”

    Segreti ed altro sulla social card

    Ricerche effettuate su interne e non solo……

    IN INGHILTERRA IL SUSSIDIO INTEGRATIVO A CHI HA UN REDDITO BASSO E PIU’ DI 200 POUNDS AL MESE…CIRCA 300 EURO!!!…ALTRO CHE 40 EURO!!!!…E INOLTRE SE PERDI IL LAVORO, MENTRE NE TROVI UN ALTRO TI PAGANO ANCHE L’AFFITTO DI CASA!!!!…..

    * Lo stanziamento complessivo, a regime, sarà di 450 milioni di euro.
    * Avranno diritto alla carta dei poveri 1,3 milioni di nuclei familiari (quindi circa 2 milioni di persone, a stare scarsi).
    * Avranno diritto alla carta dei poveri coloro che hanno un reddito familiare inferiore a 6000 euro se singles, e fino ad 8000 euro se hanno carichi familiari.

    Ora, Signor Ministro, 450 milioni di euro, suddivisi per 12 mesi e per 2 milioni di persone, non fa 40 euro al mese (che pur sarebbero una elemosina), bensì 18,76 euro al mese. O, se preferisce, 0,62 € al giorno. Venti caffè al banco, al mese.

    Ma la faccenda è ancora più sporca, e, se possibile, peggiore: 450 milioni di euro NON BASTANO a dare questo mezzo caffè al giorno a tutti gli “aventi diritto” per reddito. Signor Ministro, in Italia esistono circa 6.000.000 di persone appartenenti a famiglie con reddito familiare inferiore a 6.000 euro, spesso mono-componente. Questa fantastica “card” dell’elemosina” spetterebbe quindi a circa 4 milioni di nuclei familiari.

    Rifacciamo i conti all’inverso? 4 milioni di nuclei familiari, per 40 euro al mese, per 12 mesi. Fatto? Si dovrebbero stanziare, “a regime”, 1.920 milioni di euro, e non 450. Esattamente 4,3 volte di più delle cifre da lei stanziate.

    Oppure rifacciamolo partendo dai SUOI numeri: 450 milioni stanziati, suddivisi su 4 milioni di nuclei familiari “aventi diritto”, che contano per circa 6 milioni di persone. Fatto? Bene, lei sta stanziando, con questo spot, ben 9, 375 euro al mese per nucleo familiare. Se vuole ridurre la cosa al giorno ed al “pro-capite”, siamo alla follia di 0,21 € a persona/giorno.

    Cmq se la matematica non è un’pignone (cit.) qualcosa non torna:
    La Social card costerà «a regime 450 milioni di euro» l’anno e riguarderà «1.300.000 soggetti».
    A regola 40€ il mese X 1.300.000 soggetti x 12 mesi = 624 milioni

    Nel presentare la nuova carta acquisti per anziani e genitori a basso reddito, il governo ha voluto chiarire che lo strumento non va inteso come un marchio di povertà. Per questo – è stato spiegato – la card sarà anonima: così dovrebbero essere superate le eventuali remore “sociali” degli utilizzatori. Nella conferenza stampa di presentazione è stato anche precisato che “la può usare chiunque”.

    Dalle istruzioni pubblicate anche sul sito del ministero dell’Economia risulta però una situazione leggermente diversa. Si legge infatti che «la Carta deve essere usata esclusivamente dal Titolare e non può essere ceduta o data in uso a terzi. Il Titolare è tenuto ad apporre la propria firma nell’apposito spazio sul retro della Carta all’atto della ricezione della stessa».

    Dunque l’anonimato esclude che il nome del titolare sia stampigliato sulla parte davanti, come avviene per le carte di credito, ma non esclude l’obbligo di firmare sul retro. Non sarà possibile inoltre incaricare un’altra persona, ad esempio un parente, di fare gli acquisti.

    Questa è grossa!!! Leggi!!!

    Chi abita in un paese in cui non ci siano negozi convenzionati, che abbiano il pos, dovranno farsi accompagnare a spendere quei soldi in un paese più grosso o in città, nella mia città ad esempio fino ad ora la convenzione è stata fatta solo con un centro commerciale, fuori città e raggiungibile solo da chi possiede l’auto.

    Cosa succede a chi non riesce a spendere i 120 euro per fine anno? (Domanda che ho posto ad un’amica che lavora in un caaf) Con il primo di gennaio verranno caricati 80 euro per i primi due mesi dell’anno e assorbito il residuo dei mesi precedenti, quindi che vi siano 120 o 3,55, i precedenti 120 se non verranno spesi andranno persi e con il nuovo anno se ne ritroveranno solamente 80!!

    un reddito isee da 6.000 euro oppure 8000 euro per over 70 è una presa in
    giro…oggi ho visto anziani ansiosi correre al sindacato….devono fare
    tutto entro il 31/12 altrimenti perdono il bonus di 120 euro…al sindacato
    mi hanno detto che oltre al reddito isee occorre aggiungere assegni per il
    nucleo familiare e indennità di accompagnamento che sono entrate non tassate

    La social card è destinata a pensionati con reddito Isee inferiore ai 6 mila euro (8 mila per gli over 70) e alle famiglie con reddito inferiore ai 6 mila euro e un bambino che abbia meno di tre anni. A Palermo ci sono circa 29 mila pensionati e tremila famiglie che potrebbero farne richiesta. La socia card viene ricaricata dal governo ogni due mesi per 80 euro e consente di fare la spesa con uno sconto del 5 per cento in panifici, latterie, drogherie, supermercati, macellai, alimentari, oltre che per pagare le bollette della luce e del gas. La carta potrà essere utilizzata anche in bar e ristoranti.

    Nei giorni scorsi in vari uffici postali, specie in quello di via Ausonia, centinaia di pensionati e disagiati hanno fatto al fila per richiedere la social card. Peccato però che usciti dalle Poste non l´abbiano potuta utilizzare. Ancora nessuna associazione di esercenti ha aderito alla convenzione con il ministero delle Finanze. Per venerdì è stato convocato un direttivo della Fipe Confcommercio per dibattere il tema della social card, mentre la Confesercenti ha appena avviato un censimento per raccogliere le adesioni: «Vedremo la risposta del nostri associati, certo la sensazione è che questa trovata del governo Berlusconi alla fine agevoli soltanto la grande distribuzione», dice il presidente Giovanni Felice. La Coop ha convocato tutti i responsabili territoriali per il 16 dicembre. «Prima di quella data non potremo accogliere chi ha la social card, anche se contiamo di attivare l´iter il prima possibile», dice Nino Tilotta, presidente della coop “25 aprile”, che gestisce i punti Coop siciliani.

    Insomma nessun negozio o supermercato è ancora pronto a ricevere chi ha la social card. Ma c´è di più. Anche quando finalmente potrà essere utilizzata, saranno i negozi non certo più economici a poterla ricevere senza problemi. per un motivo su tutti: la carta è un vero e proprio bancomat e quindi occorre che il negoziante abbia il Pos. Così i pensionati rischiano di non poterla utilizzare per comprare il pane nei 450 panifici della città, o per fare la spesa nei mercati rionali che spesso hanno prezzi più bassi dei supermercati.

    «Ancora non abbiamo avuto alcuna direttiva su come ricevere chi ha la social card, purtroppo però quasi nessuno di noi ha il bancomat – dice Buscemi, presidente della Fippa Palermo – Non penso che tutti i panificatori per la social card andranno in banca a chiedere il Pos, è troppo costoso». Ma anche i negozianti che hanno il bancomat difficilmente accoglieranno piccoli pagamenti con la carta sociale, perché come tutti i bancomat il circuito di pagamento costa all´esercente il 2 per cento dello scontrino.
    «La verità è che questa social card servirà a stento per pagare le bollette di luce e gas – dice il segretario regionale dello Spi Cgil, Nino Reale – Purtroppo questo la gente ancora non lo ha capito. Non tutti sanno, inoltre, che anche se le Poste hanno consegnato a loro la carta sociale, non è detto che questa possa essere utilizzata nelle prossime settimane perché il ministero delle Finanze dovrà prima verificare i dati del richiedente. Insomma la carta sociale rischia di diventare un bluff che non risolve il problema di chi non arriva alla fine del mese».

    La social card è gestita dalle Poste perché il servizio bancario delle Poste è gestito da Banca Mediolanum che è di proprietà al 51% di Ennio Doris, sapete quello che si vede nella pubblicità della banca suddetta, e per il 49% è di proprietà di un tizio che è amico di Bush e di Putin, un certo Bassino.

    MIGLIAIA DI RICHIESTE MA I 120 EURO PROMESSI NON CI SONO E NON ARRIVANO, CAOS ALL´INPS.

    Social card, l´aiuto ai poveri fa flop
    L´accredito sulla tessera dovrebbe avvenire 2 giorni dopo la consegna ma da una settimana è tutto fermo: vane le chiamate ai call center

    MIGLIAIA DI SOCIAL CARD – la “carta acquisti” da 40 euro mensili emessa dal governo per le fasce più povere – sono state ritirate dai cittadini ma restano “vuote”, prive dell´accredito del finanziamento promesso dal governo. Migliaia di pensionati, in Lombardia, chiedono informazioni sui ritardi e mandano in tilt i centralini di Poste Italiane e Inps, con gli operatori telefonici del primo ente che rimandano al secondo e viceversa. Proteste che intasano da giorni e giorni i due call center, perché c´è gente che ha ritirato la tessera magnetica e i codici giovedì scorso e che ancora oggi – dopo una settimana – non trova l´accredito da 120 euro (i tre mesi da ottobre a dicembre).
    Eppure la promessa del governo era stata chiara: «La carta sarà caricata entro due giorni lavorativi dalla consegna». Invece il «buon avvio che rende giustizia delle tante ironie che si erano sentite» – questo il commento del ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, all´esordio della social card – non c´è stato. E nella vita quotidiana di anziani e famiglie la carta è diventata un´odissea tra uffici postali, Inps e chiamate a numeri verdi che non riescono a dare risposte. «Da lunedì la gente ci tempesta di telefonate – risponde un´operatrice del call center Inps (803164) – Hanno la carta, hanno il Pin, ma non i soldi. Purtroppo per noi non esiste un sistema per controllare gli accrediti. E dal call center delle Poste (800.666.888) dicono di chiamare qui da noi». «È un problema grosso, davvero grosso – risponde, esausto, un ragazzo al call center di Poste Italiane a Roma – È da stamattina che sto spiegando a tanti che si ritrovano senza ricarica che il nostro compito è informare sulla modulistica, indicare l´ufficio postale più vicino, ma le verifiche le fanno l´Inps e il ministero dell´Economia. Arrivano telefonate da tutta Italia. Il Ministero parla di accredito in due giorni, ma non ce la fa. Così qui arrivano decine e decine di telefonate di chi magari ha diritto, ma non si ritrova i 120 euro da spendere. Chiami l´Inps, più di questo non so che dirle�». L´Inps ammette che «il flusso è stato molto elevato. Noi riceviamo il materiale cartaceo su cui dobbiamo effettuare la verifica e quindi incrociare tutto con dati che spesso non sono nella nostra immediata disponibilità. Poi tocca al Ministero».

    Per la verità, quando la carta viene consegnata le verifiche dovrebbero essere, a rigor di logica, già terminate. E i 120 euro arrivare in 48 ore. Soldi destinati ad anziani con più di 65 anni particolarmente disagiati e ai bimbi di meno di tre anni appartenenti a famiglie povere. Soldi utilizzabili per la spesa o il pagamento delle bollette, ma anche per la ricarica dei cellulari di alcuni operatori. Soldi che, però, non arrivano. In molti casi da giorni e giorni. Come succede in città, per esempio, a pensionati con reddito inferiore ai seimila euro che hanno presentato la domanda alle poste del quartiere Isola nel pomeriggio di giovedì 11. Cioè una settimana fa. «Gli aventi diritto avranno i loro soldi» fa sapere Poste Italiane. «Conosciamo il problema – spiegano al ministero dell´Economia, a Roma – ma abbiamo ricevuto troppe richieste. Non ce lo aspettavamo».

    Social card, i soldi non arrivano
    assalto ai centralini di Poste e Inps
    Dovrebbero essere ricaricate con 120 euro entro “due giorni lavorativi”, come indicato sugli stessi moduli del ministero dell’Economia, ma molti che hanno ricevuto alla social card aspettano da una settimana senza che su questa venga accreditato il contributo del governo.
    Hanno mandato la social card per posta a casa delle persone, prima delle elezioni regionali, poi dopo le elezioni credendo di potendo usare le social card hanno trovato la sorpresa, non le hanno potute usare, perché erano vuote. Ad oggi 28/12/2008 nessuno ha ricevuto un solo euro sulla carta.

    Intanto grazie alla social card le elezioni regionali le hanno vinte. Complimenti!

  2. 2 romandini riccardo

    SCOPERTI I VINCOLI SEGRETI PER SOCIAL CARD E BONUS DI TREMONTI,CHE NESSUNO SAPEVA E NON ERANO STATI RESI NOTI E CHE SONO:

    Tra le condizioni per aver diritto alla card ci sono:
    a) non si deve superare complessivamente l’importo di 15.000 euro di valori mobiliari (depositi, titoli ecc.).;
    b) non si deve essere proprietari, insieme al coniuge, di più di un immobile con quota maggiore al 25%. La quota di proprietà dei due coniugi deve essere sommata (es. marito 15%, moglie 15%, totale 30%: non si ha diritto alla card); tra questi immobili rientrano anche le pertinenze delle abitazioni principali (garage-box);
    c) I soggetti interessati, quale prima condizione per avere diritto alla card, non devono avere un ISEE superiore ai 6.000 euro, (un valore realmente troppo basso) e non devono avere un reddito complessivo superiore a 6.000 o 8.000 euro (dipende se sono under o over 70).

    Per quanto riguarda il bonus alle famiglie ci sono alcune considerazioni e domande da fare:
    a) perchè non si prende come riferimento l’Isee che indica la situazione economica delle famiglie?
    b) a differenza della card, i valori mobiliari qui non c’entrano, quindi anche chi ha depositi per centinaia e migliaia di euro può avere diritto al bonus;
    c) se i componenti del nucleo, richiedente compreso, non possiedono alcun reddito o possiedono redditi esenti da irpef (esempio solo pensione sociale oppure rendita Inail) non hanno diritto al bonus. Ma in realtà sono coloro che effettivamente sono i più svantaggiati:
    d) se all’interno del nucleo familiare c’è un componente fiscalmente a carico, che ha una Partita IVA aperta, il nucleo perde il beneficio. Anche se non fatto alcun movimento ed ha un reddito pari a zero!
    Romandini Riccardo

  3. 3 romandini riccardo

    TREMONTI DICA LA VERITA’

    Sono state attivate finora 01/01/2009, più o meno, soltanto 330.000 Carte, rispetto a una platea di un milione e trecentomila aventi diritto.

    E non è stato ancora raccolto dal governo l’appello delle Acli a spostare almeno di un mese questa scadenza.

    E nessuno in Italia sa, visto che i telegiornali non ne parlano, che, superando il confine del 31, si dovrà dire addio ai 120 euro di finanziamento retroattivo.

    La proroga della scadenza del 31 dicembre chiesta a Tremonti dalle Acli non è arrivata ed ormai certo che non arriverà.

    L’obiettivo sempre più evidente di Tremonti è stato quello di trasferire la spesa dal bilancio 2008 a quello 2009. Esistono, infatti, difficoltà oggettive nel reperire le risorse.

    Il sospetto è che il ministro Tremonti abbia in realtà, voluto beneficiare di un annuncio pre-natalizio, per poi spostare l’esborso vero e proprio nel bilancio dello Stato 2009, proprio perché nel 2008 non vi erano le risorse.

    Il fine parrebbe essere stato, l’ assicurarsi la vittoria alle regionali, e aumentare il consenso favorevole di tutti gli altri cittadini italiani, senza considerare che con questa mossa ha prodotto l’effetto inverso, perdendo la stima e la fiducia di tutti, compreso chi l’ha votato.

    la Carta sarà caricata sulla base degli stanziamenti “via via disponibili”. Come si evince dalla legge, a queste non vengono assicurate scadenze fisse, ma si parla di “stanziamenti disponibili”.

    Se Tremonti sapeva, che non vi erano le risorse e se sapeva che le ricariche sulle social card dipendono dalle risorse disponibili e non da certezze che il Governo può garantire, perché pubblicizzare una tale vergogna?

    Se tutto questo si dimostrasse vero, ci sarebbero tanti di quegli elementi di prova tali, da avviare un’inchiesta nei confronti dell’operato e della condotta del Tremonti e di chi lo ha sostenuto.

    Come cittadino italiano dico a Tremonti, che come uomo deve chiedere scusa a tutti gli italiani indigenti e come politico di dimettersi immediatamente.

    Riccardo Romandini

  4. 4 romandini riccardo

    Social card: per molti è senza soldi

    Aggiornamenti del (02 gennaio 2009)

    E’ spesso una beffa l’iniziativa del governo: fate le vostre segnalazioni
    FIRENZE. Sono circa 30mila le «carte acquisti» distribuite in Toscana, quelle tessere azzurrine comunemente ribattezzate social card che si stanno sempre più rivelando una sorta di via crucis per anziani e famiglie in difficoltà economica. Dopo la beffa della lettera di Tremonti arrivata a casa di centinaia di migliaia di persone che in realtà non avevano i requisiti per ottenere la card, dopo la trafila ai patronati per riuscire a capire se si aveva o meno diritto di richiederla, dopo le code agli uffici postali, adesso l’ultima stazione è rappresentata dall’utilizzo pratico della carta. Alla Unicoop Firenze, per tagliare la testa al toro e scongiurare il ripetersi di code alle casse e di situazioni imbarazzanti, stanno facendo stampare dei cartelli che verranno sistemati in tutti i 94 punti vendita della cooperativa per chiedere ai possessori di social card di chiamare il numero verde del ministero prima di mettersi in fila alla cassa, oppure di rivolgersi al box delle informazioni dove è possibile accertare se la card è carica e conoscere a quanto ammonta il credito residuo. Prova e riprova… Alla Unicoop Tirreno si sono registrati gli stessi problemi, tanto che Massimo Tardani, responsabile dei sistemi organizzativi della cooperativa, ha parlato di «delirio tecnologico». Quando il possessore di social card arriva alla cassa, infatti, non sempre è certo del fatto che la sua card sia stata caricata e soprattutto quasi mai ricorda a quanto ammonta il credito residuo nel caso l’abbia già utilizzata almeno una volta. E allora cosa succede? Se l’importo della spesa è superiore, anche di pochi centesimi alla disponibilità residua della card, il terminale del pos utilizzato anche per bancomat o carte di credito registra l’annullamento dell’operazione. «A quel punto – spiega Tardani – molto spesso il cliente ci riprova, togliendo qualche prodotto dalla spesa, e se la transazione non va a buon fine elimina qualche altra confezione ancora, nella speranza di riuscire ad utilizzare il credito residuo». Una situazione davvero imbarazzante alle casse, dove certamente
    non fa piacere rendere noto agli altri clienti in fila di essere in possesso della «tessera dei poveri». Le proteste dei beneficiari della card e delle grandi catene di distribuzione ha fatto sì che la Mastercard, la società che gestisce per conto del ministero il meccanismo di pagamento, si sia impegnata a rendere visibile anche il credito residuo, anche se non è ancora chiaro quando ciò avverrà e quale sarà il sistema prescelto. Caos fin dall’inizio. Ma il «delirio tecnologico» di cui parla Tardani è solo l’ultimo atto di una serie di problemi connessi con l’avvio di un meccanismo così complicato e costoso di sostegno ai bassi redditi. I primi a farne le spese, oltre ai diretti interessati, sono stati i patronati, incaricati di assistere i cittadini nella compilazione di una domanda particolarmente complicata. «I primi problemi sono nati per il fatto – spiega Amos Fabbri, responsabile per la Toscana dell’Inca Cgil – che molti cittadini che privi dei requisiti hanno ricevuto ugualmente la lettera del ministero che pubblicizzava l’iniziativa. Non è stato facile spiegare che non avrebbero avuto la tessera. Tanti anziani non riuscivano a farsene una ragione». Stessa situazione all’Inas Cisl: «Nei nostri uffici abbiamo avuto un grande afflusso – spiega Marco Manfredini, direttore regionale – ma non più del 20% era in possesso dei requisiti, anche perché basta avere un’indennità di accompagnamento per essere esclusi». Un autentico caos, insomma, in qualche caso basta avere un reddito minimo, come una pensione di guerra, che non finisce neppure sul Cud per essere esclusi. Per non parlare dei genitori di bimbi che stanno per compiere tre anni: a far decadere il diritto è l’effettivo compimento dell’età, oppure si considera la classe anagrafica? Alle Poste, poi, nuovo passaggio, per ricevere la tesserina azzurra, ma senza avere la certezza che sarà mai caricata: secondo i dati dell’Inps, infatti, ad oggi solo il 65% di chi ha ottenuto la social card avrà l’accredito di 120 euro trimestrali. Ci sono poi quei cittadini, come nel caso della signora De Pirro di Porto Santo Stefano di cui abbiamo riferito ieri o del nuovo caso di Livorno di cui parliamo in questa pagina, che hanno diritto al sussidio e che quando presentano la card vengono respinti perché il credito segna inspiegabilmente zero euro. Per non parlare dei 52mila che attendono ancora di sapere se la loro domanda è accettata, senza contare il fatto che, accanto a 130mila domande respinte per carenza di requisiti, ci sono anche ottomila richieste bloccate per motivi formali, spesso per l’incompletezza dei dati anagrafici. Senza risposta. Dal ministero si assicura che a tutti i richiedenti verrà comunque inviata una lettera nella quale si spiegherà quali sono le ragioni che hanno impedito di «caricare» la Carta acquisti. Giusto, il problema è che almeno diecimila toscani hanno in mano una tesserina azzurra che non sarà servita a niente, se non a ingolfare gli uffici dei patronati, a intasare gli uffici postali, a impegnare l’Inps in faticose verifiche, a bloccare le casse dei supermercati. Insomma, davvero un delirio. E non solo tecnologico.

    Riccardo Romandini

  5. 5 romandini riccardo

    Il Governo ha trovato la soluzione per riportare in pareggio il bilancio dell’INPS
    Governo – Novità per il bonus famiglia
    Notizia | 05/01/2009

    Verranno ritoccati a giorni i limiti del bonus
    Abbassata di 6000 euro, la soglia del bonus per i single
    e di 5000 euro per le coppie,
    alzate per chi ha i figli.
    Per quanto riguarda gli aiuti alle famiglie, la maggioranza punta ad approvare un emendamento proposto da Alessandro Pagano (Pdl) che rimodula le sei soglie di accesso al bonus già previste: «l′importo complessivo della manovra non cambia – afferma Pagano – ma spostiamo gli interventi in favore delle famiglie con figli, convinti che bisogna guardare al futuro, invece che sulle famiglie con un solo componente».
    Il risultato è che per le famiglie di “single” (questa era la fascia riservata ai pensionati soli) la soglia per accedere al bonus scenderà da 15.000 a 9.000 euro e per le famiglie con due componenti da 17.000 a 12.000 euro, mentre salirà quella per chi ha un figlio (da 17.000 a 20.000 euro) per chi ha 2 figli (da 20.000 a 25.000 euro), per chi ne ha tre e oltre (da 20.000 a 35.000 euro) o per chi ha a carico un parente disabile (da 22.000 a 45.000 euro).
    Con questo ennesimo inganno dell’attuale Governo, i single e le coppie sono autorizzate a lasciarsi morire di fame, così finalmente lo Stato dopo il decesso di queste persone riporterà finalmente il bilancio dell’INPS in pareggio.
    Vorrei ricordare all’attuale Governo che è stato grazie ai pensionati anziani, che si trova al potere, poiché sono loro la maggioranza degli italiani che vanno a votare. Ma ormai abbiamo capito, che il fine era quello di raggiungere e concludere la seconda legislatura in qualsiasi modo, che gli consentirà di prendersi di diritto la pensione da parlamentare, che corrisponderà più o meno a 19,000,00 euro. E dire che il significato della parola Ministro significa servitore, ma di chi? Dello Stato, cioè del popolo, o di loro stessi?

    Riccardo Romandini

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