L’Italia ha sottoscritto l’agenda di Lisbona 2000 dell’Unione Europea, in cui gli stati membri si impegnavano ad investire il 3% del PIL in ricerca e sviluppo . Tra i paesi G8, l’Italia aveva una delle spese più basse in questi campi: L’1,1% meno della metà di quanto spendono Francia e Germania.
Nature (Gran Bretagna)
Tuttto ciò prima della Distruzione Gelmini legge 133/08 (2000 licenziamenti tra i Ricercatori, 10% in meno sui finanziamenti alle università, 1500 milioni tradotti in euro, e riduzione delle assunzioni fino al dimezzamento delle cattedre, oltre che la privatizzazione dell’istruzione con la trasformazione in Fondazioni con finanziamenti privati degli istituti, e conseguente entrata in vigore delle leggi di mercato all’interno della ricerca di base, che elimineranno i corsi ritenuti poco redditizi. un po’ come oggi le case farmaceutiche che detengono il quasi monopolio della ricerca sulla salute non sviluppano medicinali su malattie rare priprio perchè avendo poco mercato essendo poco diffuse non è redditizio investire.)