Spengo la radio, la luce è ancora accesa, ma perchè ho notato una zanzara, e avrei voluto ucciderla, ma la stronza non si fa vedere, ma se farà come ieri, domattina non troverò punture… ora spengo dinuovo, nel frattempo scrivo, perchè lo volevo fare, perchè anche oggi non ho concluso molto, e me lo voglio gridare.
ricordo che ieri avrei raccontarvi di quel mostro che urlava fuori dalla mia finestra che sbatteva contro le persiane e scuoteva le porte… (il vento è una bestia rara qui a roma, più a sud, da dove vengo, è ormai compagnia tipica)
avrei voluto rendervi partecipi delle visioni che sto cercando di replicare in foto, di filtri ed esperimenti, vecchi materiali ed accorgimenti, ma mi occorre ancora un po’ di vecchia magia, per potervi fare contenti…
(tradurrò prima o poi, il senso di questi versi in foto e chiarimenti)
ormai è scattata l’una, è ora di salutare, la sveglia dice solo cinque ore, e cinquantanove minuti per sognare…