Penzierini Eztivi ‘10 #5

Questa sarebbe potuta essere una
Grande notte, o una notte di stelle senza luna, ed invece… Tocca chiudere gli occhi per fare il buio, e quando è buio invece ci si sente soli… Vabbè…

Penzierini Eztivi ‘10 #4

Finalmente ho sconfitto la mia maledizione contro Brunori Sas che non me l’aveva fatto mai riuscire a vedere dal vivo. Son dovuto arrivare fino a Francica (vv) ma ce l’ho fatta ed è stato grande! Simpatico e bravissimo. Splendido anche Max Gazzè as usual… Finalmente un concerto in questa stana eztate…

Penzierini eztivi ‘10 #3

Anche per quest’anno è fatta: mi sono ustionato le spalle. (ieri dopo aver piantato i pali del beach volley, ed oggi nonostante la maglietta, ho peggiorato la situazione.)

Penzierini eztivi ‘10 #2

Diversi giorni di mare, e colorito pallido che non va via…

2 ore di lavoro per costuire un campetto di beach volley oggi e so abbronzato tipo operaio di cantiere autostradale. Miglioriamo.

Penzierini Eztivi ‘10 #1

Le mie due ruote “Romane”, sulle mie strade Calabresi…
Strana sensazione…

Perturbazione Mixtape

Erano anni che non mi ritrovavo a fare una compilation… Ipod e cd mp3 hanno condizionato il mio modo di fare, una volta invece ero un drago dei mixtape, a lavorare sulla doppia piastra per fare cassette a tutto spiano, compilation per l’estate o le macchine giuste, i lunghi viaggi…

Un’usanza che avevo quasi dimenticato, il sacrificio di dover rinunciare a tracce significative per rientrare negli 80 minuti di un cd troppo corto… Devo ai Perturbazione ed al fantastico packaging del loro ultimo lavoro Del Nostro Tempo Rubato che insieme al cd nuovo, mi han fatto trovare un cd-r vuoto di come non ne vedevo da tempo, bianco, libero, masterizzabile, con un foglio grigio a righe per i titoli, da riempire a piacere,  e che io ho deciso di riempire con altre perturbazioni, le più belle, quelle che mi hanno accompagnato in questi ultimi 8 anni, sacrificandone tante di canzoni che ho urlato un sacco di volte, ma restituendo un cd che ad ascoltarlo ci perderei la voce, e mi emozionerei troppo ogni volta, allora mo’ lo regalo, anche se ci tengo troppo, anche se troppo personale, ma alla fine va bene così, perchè le canzoni non sono mai solo tue, devono essere di tutti, di più persone possibili, un po’ come il proprio cuore, che non va affatto custodito con gelosia e timore, ma bisogna sempre donarlo sempre condividerlo con chi reputi meritevole, senza mai pentirtene, perchè quello è il suo scopo, solo così potrà sentirsi vivo… ho deciso di ricomprarmelo tutto poi l’ultimo cd dei perturbazione, anche per scusarmi di avegli fottuto otto anni di discografia, e col tempo mi ricomprerò anche quella, perchè la musica non può non pagare le bollette, cazzo, deve poterlo fare, ed io non voglio più esser responsabile del contrario, continuerò a scaricare gratis, certo, ma ricomincerò anche a pagare, e a regalare un po’ di musica buona in giro…

Ipnotico

Stanotte c’è silenzio…
Non passano macchine, nessuna voce nè vicina, nè lontana…
Non soffia vento, nessuna fronda si muove, e gli uccelli dormono ancora tutti…
L’unico e solo rumore che si sente stanotte, è il ritmo delle piccole onde che stanno plasmando un po’ la spiaggia, distruggendo qualche castello di sabbia, o ripianando le buche scavate dai bambini. È veloce, quasi costante, un po’ ipnotico…
Questo ritmo prende il posto delle mie paure, dei mie dubbi, li zittisce, il sostituisce con una sensazione di pace e di grandiosità, di vita, silenziosa…
Ipnotico

Mi addormento

Al mio risveglio non c’è più il rumore del mare, lui adesso è calmo, e nell’aria si sentono le rondini e le voci dei bambini lontani.
In testa un giro di contrabbasso, qualche strana idea, ed un po’ di sale rimasto dai tuffi e gli schizzi di ieri… O di stanotte.

(Perturbazione – La cura del sonno)

Lazy afternoon senza filtro

Quel che non posso fare al momento lo sogno… E se non posso dormire allora lo scrivo…
Finito di mangiare, fuori il sole è caldo, l’aria è umida, ma in casa si sta bene, tapparella abbassata, e voglia di mettersi sui libri prossima allo zero.
Metto su un po’ di musica buona, italiana, e mi butto sul letto… La luce che filtra è gradevole, non disturba i pensieri, n’è la digestione che nel frattempo mi regala questa sensazione di pace…
Voce e chitarra nell’aria che si muove piano, il volume non è altissimo, ma la casa è vuota, la porta socchiusa mi regala un dolce solletico ai piedi con l’aria che si infila nello spiraglio…
Chiudo gli occhi e ti vedo stesa qui accanto a me, i tuoi ricci sul mio petto, mentre ti riposi insieme a me… Forse un sogno, forse delirio, visione, desiderio, indigestione, la pressione, la noia, fatto sta che respiro piano, così da non disturbarti…

(Quel che non si fa, per non studiare :)

Wake-Up on saturday

Ore 07:10
Occhi spalancati. Sblocco il cellulare ed attivo la rete
07:11
Nessuna notifica. Scrivo mentalmente un paio di SMS, ma gli occhi si richiudono e lascio cadere il telefono sul comodino.
08:34
riprendo il telefono, lo risblocco, c’è una notifica, ma è di Facebook, mentre la elimino sento il clik di quell’odiaosa chat…

-Ciaooo
-Buongiorno
-svegliato presto oggi
-che fai sfotti?

08:43
Apro gli occhi
Dannato dormiveglia.
Richiudo gli occhi.

-allora, come va lo studio?

Mi giro dall’altra parte e sparisce…
09:52
Il sonno è finito del tutto. guardo il telefono, silenzioso sul comodino, nel frattempo si son fatte le 10:00
E’ ora di alzarsi, e visto che non si è riusciti a sognare decentemente, far sì che qualche fantasia si avveri. Anche se si hanno gli occhi aperti.

Cerase

Questa settimana, è iniziata con un coppo di cerase (vaschetta di ciliege) accanto alla tastiera, dono della mia ultima scampagnata calabrese. Da questo viaggio ho riportato solamente frutta e verdura. Ed oggi a pranzo mi son mangiato mezzo melone e tipo un etto e mezzo di crudo dolce anche se non abbastanza.

Delle ciliege non ne è rimasta nemmeno l’ombra, anzi, il fatto di aver studiato poco, comunque le ha fatte durare qualche ora in più…

Adesso mi son maturati tutti i pomodori, e non ne ho assaggiato ancora neanche uno.

Il restante mezzo melone l’ho regalato alla mia coinquilina che oggi è pure il compleanno, (ne ho ancora uno intero, ma è abbastanza verde da arrivare alla settimana prossima). Mi restano un paio di melanzane, e due peperoni che finiranno insieme alle patate in una bella fressurata.

Perchè scrivo queste cose? Il punto è questo: verde scuro, rosso, giallo, nero, verde chiaro e arancio, questi colori mi hanno accompagnato sulla tavola in questi giorni, ma sopratutto i loro profumi, e vi posso assicurare, che quei due meloncini nel mentre stanno maturando di profumo ne mandano parecchio, da inebriare una casa intera, e sono profumi che mi fanno sentire più a casa, colori che abbattono queste pareti e sti palazzi che mi circondano, ricordi ed immagini, quelle ciliege e le mani sapienti di chi le ha raccolte una ad una, ed ognuna mangiata con la voracità che gli si addice, assaporando il sapore della mia terra lontana, facendole esplodere in bocca una dietro l’altra, con l’alternarsi del’aspro e del dolcissimo, quasi alcolico zuccherino di quelle più mature.

Bene se fossi stato il mio amico Nemo, questo sarebbe stato un post sul sole che bacia la superficie di ogni frutto, e dell’aria fresca ed umida che ogni notte le abbracciava, prima che una mano con qualche ruga prima del tempo la strappasse via da quell’alberello in campagna per portala sul mio tavolo, ed avrei concluso con quel magnifico fiore che oggi rinasce da quella pianta pronto a ritrasformarsi in un nuovo frutto.

Solo che il post è il mio, e visto che son più sconclusionato di lui, e fino a qualche anno fa la frutta la vendevo soltanto, non so come chiudere… classifichiamolo come un piccolo post a cazzo, costellato di qualche piccolo omaggio… Sorrido…